Se questo è progresso……come l’acqua ci è stata rubata

Fermo in bici prendo acqua alla fontana
Acqua LIBERA!!

Non molti decenni fa – è memoria se non dei nostri genitori o almeno dei nostri nonni – gli italiani si recavano con il secchio di legno a riempire l’acqua alla fontana pubblica o al fiume, la usavano per dissetarsi, lavarsi e  cucinare, non dovevano nulla a nessuno, l’acqua era gratis, e non era una gran fatica procurarsela. Quando il secchio si rompeva era buono per scaldarsi d’inverno.

Poi venne il progresso e nelle case giunse l’acqua potabile, veniva pagata poco o niente, era ottima, a portata di mano, un vero balzo in avanti nella qualità della vita, forse dato troppo per scontato, ma il mondo cambiava velocemente e non abbiamo ben capito cosa stesse succedendo.

Ad un certo punto l’acqua ha smesso di essere qualcosa da bere o per cucinare e lavarsi, ma è diventata una panacea, uno strumento di benessere psicologico, certo non la squallida acqua del rubinetto,che poi è l’unica sulla quale venga offerta qualche reale garanzia, ma quella che la pubblicità ci propina, chiusa in bottiglie di plastica, arricchita di bollicine, trasportata su camion per chilometri e chilometri mentre nel contempo si fa in modo che i rubinetti siano, o sembrino, sporchi, secchi e poco “in”, sembra quasi un infanticidio darla ai bambini.

In breve oggi usciamo di casa, andiamo al supermercato e compriamo sei bottiglie di plastica avvolte in plastica, le paghiamo a peso d’oro, non abbiamo alcuna garanzia sulla qualità dell’acqua che berremo, anzi sembra che in generale sia pessima, la trasciniamo pesantemente a casa e poi dobbiamo sperare che quando butteremo le bottiglie vuote non le brucino in un bel inceneritore, pardon “termovalorizzatore” come sono soliti chiamarlo

In poco più di due decenni siamo passati da l’abbondanza comoda, buona e “gratuita”, alla scarsezza, scomoda, poco sicura, costosa ed inquinante, e cosa ci abbiamo guadagnato?

Ditemi voi se questo è progresso.

Quale sarà il prossimo passo? Siamo passati dall’acqua libera, all’acqua pubblica poi alla privata, mi aspetto che dopo segua per molti la privazione dell’acqua. Ma l’ acqua non è un lusso, è un bene primario su cui è inaccettabile che qualcuno possa fare profitto, per cui se la pensate come me ricordate il 12 e 13 Giugno di andare a votare si ai referendum, non sovrapponete le schede e magari votate prima di mezzogiorno in modo che ai pigri giunga un buon segnale con il tg delle 12.

Tiziano De Simone

Una mia personale proposta:[wpdm_file id=7]

 

Tiziano De Simone

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