Sindaci,salute della popolazione e gestione dei rifiuti

Tempo fa si tenne a Roma un workshop internazionale “A Population Health and Waste Management” ovvero “Salute della popolazione e gestione dei rifiuti”. A quel convegno hanno partecipato epidemiologi, esperti di scienze dell’ambiente,di sanità pubblica ed economisti, nei rapporti dell’evento che si possono trovare sul sito dell’Oms (www.who.int) sono contenute le informazioni più esaustive su queste tematiche.

Nelle discarica si possono trovare sostanze chimiche pericolose per la salute, di alcune delle quali conosciamo anche il profilo tossicologico. Ci sono agenti chimici cancerogeni, allergeni e teratogeni (in grado di provocare difetti nel feto). Di altre invece a tutt’oggi non sappiamo con certezza quali danni possano provocare. Soprattutto non conosciamo gli effetti che può provocare la miscela chimica tra questi agenti.

Il problema è che se rifiuti diversi vengono mal gestiti e mischiati fra loro producono percolato che oltre ad inquinare in maniera irreversibile le falde acquifere da origine a esalazioni nocive fino a provocare veri e propri Geyser spinti dal metano (e non solo)

In particolare,nello studio di cui sopra, sono state individuate sette vie di esposizione per la popolazione che vive vicino alla discarica.

Sono:

• Inalazione di gas e particelle che si trovano nella polvere emessa dal sito;
• Ingestione di cibo cresciuto nel giardino di casa e contaminato attraverso aria, acqua, suolo (come il grazioso limone di Terzigno in foto);
• Ingestione di acqua da pozzi privati contaminati dai percolati;
• Bagnarsi o lavare cose in acqua contaminata inalazione o contatto con composti organici evaporati;
• Inalazione di aria contaminata attraverso il suolo, i percolati o la migrazione di gas;
• Contatto della pelle con suolo contaminato o inalazione di sostanze evaporate dal suolo;
• Utilizzo a scopo ricreativo di aree vicine a discariche o a terre contaminate.

Ma ci sono anche delle possibili vie di esposizione per la popolazione in generale, quali:
• Ingestione di prodotti dell’agricoltura contaminati;
• Bere acqua proveniente da approvvigionamenti municipali contaminati.

Tutti questi problemi sono naturalmente amplificati nel caso in cui ci sia poca informazione sulle operazione di gestione della discarica: ad esempio, se nella discarica vengono depositati rifiuti non controllati sia per quanto riguarda la quantità sia per quanto riguarda la qualità degli stessi.

Negli ultimi anni, in Campania, sono stati effettuati diversi studi epidemiologici per verificare se nelle prossimità delle discariche ci sia un aumento di alcune patologie. In particolare sono stati presi in esame alcuni tumori e condizioni di basso peso alla nascita e malformazioni dei neonati. In alcuni casi si è vista una percentuale maggiore di incidenza di alcune malattie rispetto alla media nazionale o regionale. In particolare questo riguarda i difetti alla nascita (difetti del sistema nervoso, cardiovascolari e genitourinari), mentre per i tumori il risultato degli studi è ancora controverso poichè è chiaro che un sistema “massonico istituzionale” impedisce lo svolgersi di una qualsiasi studio, o comunque la libera fruizione dei dati raccolti, che possa provare il nesso fra Causa ed effetto.

Chiediamo quindi: alla luce di questi elementi, non sarebbe il caso cessare qualsiasi attività di sversamento nelle discariche non a norma e disporre la loro chiusura e messe in sicurezza in attesa di bonifica? .

Ricordando che “Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contengibili  e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità’ dei cittadini; per l’esecuzione dei relativi ordini puo’ richiedere al prefetto, ove occorra, l’assistenza della forza pubblica” articolo 54 comma 2 Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” ossia il Sindaco, legittimamente, può ordinare, dove esistano specifici pericoli per la salute pubblica che impongono interventi immediati, la cessazione di attività lavorative nocive e dannose per la salute pubblica.

Non ritiene il sindaco De Magistris che questo sia il caso di Chiaiano,Pianura e lo stesso discorso si può’ fare , ai relativi sindaci, per le varie discariche non a norma, ovunque esse siano o, ad esempio per eventuali inceneritori non a norma.I sindaci possono intervenire, quindi se non lo fanno sappiano che non potranno lavarsene le mani.

Bartolomeo Pepe
Movimento Cinque Stelle

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