Impregilo, non contenti gli diamo anche 355 milioni di euro.

Logo di Impregilo SpAPartiamo dall’inizio, l’inceneritore di Acerra è opera di Impregilo, SpA milanese, che nel 1998 si aggiudicò la gara per la gestione degli impianti per il trattamento industriale dei rifiuti in Campania, con i mirabolanti risultati che tutti possiamo apprezzare, ora è gestito da Partenope Ambiente, una controllata di A2a società bresciana.

Riepilogando: Impregilo società milanese A2a società bresciana.

A me non risulta che il milanese o la Lombardia, rientrino per l’Italia in un qualsiasi elenco di aree sottoutilizzate, che poi credo sia il modo politicamente corretto di dire sottosviluppate, ma evidentemente il governo Monti la pensa diversamente, infatti per permettere alla regione Campania di acquistare questo rottame i la vile pecunia verrà dai fondi FAS ossia i fondi per le aree sottoutilizzate, 355 milioni di euro di soldi italiani dati alla Campania, che fa parte dell’ Italia, per comprare un impianto di proprietà di una SpA di Milano che sarà gestito da una SpA di Brescia fondata a Milano e di proprietà per oltre il 50% dei comuni di Brescia e Milano, suppongo che il restante delle azioni non è dei cittadini di Acerra o della Campania. Spero che i “padani” lo terranno bene a mente prima di parlare a vanvera! Non che io abbia mai dato particolare importanza a cosa dicano certi soggetti.

Intanto il processo a Impregilo finirà presto in prescrizione, questo offre ottime garanzie a chi ancora vuole speculare sulla salute dei campani del fatto che lo può fare impunemente.visto che invece che arrestarli diamo a chi lo fa 355 milioni di euro! Questi non sono fondi per le aree sottoutilizzate, ma incentivi a delinquere,finanziamenti alla malavita.

Intanto io frugo l’orizzonte cercando una notizia tipo “aperto un nuovo impianto per il compostaggio a…” invece leggo solo che Raphael Rossi è stato cacciato da ASIA e nel consiglio di amministrazione è entrato il curatore fallimentare dello zoo di Napoli Salvatore Lauria, io sto chiedendo da un bel po’ a tutti: come mai? Ma nessuno mi risponde.

Comunque, sia chiaro, io non credo nell’ utilità di diatribe tipo “polentoni contro terroni” credo alla lotta delle persone oneste contro i farabbutti, e di certo non individuo Brescia o Milano come “farabutti”, magari i proprietari di impregilo invece si. Se qualche campano crede di essere in credito con Impregilo voglio dirgli a chi dovrebbe rivolgersi:

 

la famiglia Benetton

Gli eredi di Marcellino Gavio

Simonpietro Salini

la famiglia Ligresti

Se si dovesse farla davvero questa benedetta rivoluzione dobbiamo assicurarci che questi signori capiscano che non è salutare incenerire i rifiuti, anzi, fa proprio male, moltissimo.

Oh non solo loro, sia chiaro, non ho citato volutamente “bottone” e tutta la fila di “bottoncini” a scendere, a me piacciono gli elenchi brevi, così le persone possono ricordarli bene, di chi è Impregilo? Benetton,Gavio, Salini e Ligresti.

Tiziano De Simone

2 pensieri su “Impregilo, non contenti gli diamo anche 355 milioni di euro.”

  1. La prima cosa alla quale pensare e’ creare meno rifiuti, gestirli al meglio e pensare che i rifiuti non si mangiano quindi da qualche parte li si deve mettere, e ad ognuno i propri. Curare la differenziata all’estremo e’ un’esigenza.
    Il discorso econimico viene solo dopo. Non e’ da oggi che a Brescia c’e’ l’inceneritore , certo non e’ aria di montagna ma le emissioni sono compensate almeno in parte dalla produzuione di calore che qui serve per riscaldare le case ( non abbiamo il vostro clima) e produrre acqua calda oltre che ad energia. Non sono pro nè contro. Cerchiamo di consumare meglio. Gli acquisti senza il preconfezionato dovrebbero essere spinti al massimo ad esempio: organizzare una buona raccolta selezionata di rifiuti differenziati e un po’ di pazienza ,ordine nelle cose, lavoro e senso di comunita’. Risolte ,almeno in progetto fattibile, queste cose credo si possa pensare al mettere un inceneritore per il residuo generico.Personalmente non mi risulta che sia coperto da un brevetto quindi lo si potrebbe acquistare e gestire in proprio li’ a Napoli?
    Il consumismo costa anche questo, ob torto collo qualcosa si deve accettare.

    helli55, bresciana.

    1. Ciao Helli :). Concordo con tutto quello che dici, salvo sull’utilità dell’inceneritore, l’inceneritore non è solo inutile, è anche dannoso, esiste solo perché i rifiuti non sono gestiti in modo opportuno, in un “ciclo” dei rifiuti non dovrebbe esistere. Inoltre il recupero energetico che da è appunto un recupero, è comunque in perdita dal punto di vista energetico, e la cosa triste è che piu’ plastica brucia piu’ è conveniente farlo funzionare, proprio il contrario della differenziata. Sul resto condivido in pieno. 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*