Campania all’avanguardia: fra rifiuti e mutazioni genetiche

Di Franco Ortolani– L’emergenza rifiuti in Campania sta iniziando a determinare una mutazione genetica. Da circa 17 anni sono spuntati sempre più numerosi gli individui, locali e importati, che prosperano sulle emergenze ambientali provocate da eventi naturali o provocate ad arte dall’uomo. Hanno un comportamento strano; forse traendo ispirazione da Paperon de Paperoni, che si tuffa nelle monete, costoro amano immergersi nel fango o nei rifiuti e non disdegnano, ogni tanto, qualche sniffata di fumo termovalorizzante.

Forse per capire meglio come usare il denaro pubblico senza risolvere i problemi, fare ingrassare i sempre più numerosi rampolli delle caste e le lobbies parassitarie; forse per affossare le risorse ambientali strategiche per l’assetto socio-economico della Campania e mettere le basi per una assuefazione e sfoltimento degli abitanti. Contrariamente a quanto affermato recentemente da quello scienziato che ritiene che ormai la razza umana non evolverà più, sembra che la monnezza campana stia favorendo una nuova mutazione genetica: si delineano gli “Uomini Struzziuti.” (fusione di struzzo e rifiuti). Gli struzzi, si dice, mettono la testa sotto la sabbia; gli “uomini struzziuti” invece la mettono sotto i rifiuti per non vedere i danni che provocano ai cittadini e all’economia regionale.

Gli Struzziuti che hanno dimostrato finora una palese non volontà di risolvere il problema e garantire un normale servizio di smaltimento dei rifiuti, cercano affannosamente di non perdere la remunerativa situazione emergenziale cercando di convincere gli italiani che i campani sono sporchi e cattivi e sottomessi alla malavita organizzata per cui devono essere adeguatamente “trattati”, naturalmente guadagnandoci sopra. La linea emergenziale, in ossequio agli ordini ricevuti da chi comanda in Italia ed ha sapientemente e fruttuosamente pilotato finora lo scandalo rifiuti, è logica e banale: razionalizzare e rendere legale quanto già accaduto endemicamente in Campania con lo smaltimento illegale dei rifiuti.

Bisogna: 1- accumulare rifiuti di ogni tipo in siti non idonei (chiamati discariche come quelle già fatte di Basso dell’Olmo a Campagna, di Macchia Soprana a Serre, di Sant’Arcangelo Trimonte nel beneventano, di Chiaiano e Terzigno), in modo tale da potere agire indisturbati senza alcun controllo da parte dei cittadini. Questi ultimi sono sempre troppo esigenti in quanto vorrebbero cose strane, come ad esempio un governo trasparente e partecipazione democratica, che provocherebbero l’impossibilità delle remunerative attività lobbystiche parassitarie come quelle che hanno caratterizzato circa 17 anni di scandalo rifiuti durante i quali le discariche sono state realizzate anche in siti protetti ambientalmente come i Parchi naturali, i SIC (Siti di interesse Comunitario) e le ZPS (Zone a Protezione Speciale), al di sopra dei prelievi delle acque strategiche per l’economia regionale (come l’Oasi di Persano) e sono state fatte in modo da non garantire sicurezza ambientale e la salute dei cittadini nelle prossime decine di anni;

2- concentrare negli inceneritori i vari fuochi abusivi, accesi per bruciare anche i rifiuti pericolosi provenienti da varie parti d’Italia, attualmente irrazionalmente dispersi nella pianura campana.
Con il proliferare degli inceneritori si innescherà sapientemente un’altra modificazione.
Le cicogne, che notoriamente consegnano i neonati a domicilio, sorvolando gli inceneritori saranno attratte da maxischermi sapientemente ubicati sulle ciminiere per invitarle a riposare; in tal modo i bebè respireranno sane boccate di fumi termovalorizzanti e si abitueranno ad essere “guidati” dagli immancabili e servili opinionisti. Il risultato sarà ancora più innovativo ed efficace se si brucerà, tra le balle di rifiuti vari, anche qualche balla di canapa indiana prodotta in loco, sui suoli inquinati, al posto del mangime bufalino.
La Campania si appresta ad essere il campo sperimentale delle mutazioni genetiche per fare crescere i nuovi cittadini che progressivamente incorporeranno nel DNA gli elementi inquinanti indispensabili per vivere nelle nuove condizioni ambientali.
Finalmente, in un ambiente adeguatamente inquinato, dove il fumo degli inceneritori sostituirà l’ossigeno, i neonati struzziuti non avranno più il timore dei rifiuti tossici e della diossina. La Campania sarà presto all’avanguardia nella produzione di una nuova classe di cittadini inattaccabili dall’inquinamento. Visto che l’inquinamento globale non si può fermare è giusto che si formino nuovi esseri viventi selezionati.
E gli adulti? Per loro non c’è scampo. Abituati a dire di no all’inquinamento ambientale, resi vulnerabili dai cibi non inquinati, progressivamente scompariranno per lasciare il posto agli “struzziuti” neo assuefatti ai fumi termovalorizzanti sapientemente resi inebrianti.
Il combustibile non mancherà. Finiti i milioni di balle di rifiuti campani, fatti oculatamente conservare per intascare i proventi gratuiti del CIP6 pagati dai fedeli e accondiscendenti consumatori finali, arriveranno i rifiuti delle altre regioni. E’ giusto! Così la Campania potrà restituire i favori avuti dalle altre regioni che hanno accolto i nostri rifiuti negli anni passati.
Dobbiamo solo ringraziare le lobbies che contano e i loro servitori locali. Hanno pensato loro a tutto. Noi che siamo già nati dobbiamo solo pagare e scomparire perché inadeguati a vivere in un ambiente sempre più inquinato.
Franco Ortolani 
Ordinario di Geologia 
Università di Napoli Federico II 
11 ottobre 2008

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*