Manifesto!Contro l’Eurodittatura per un’ Europa dei Popoli e Dei Beni Comuni.

 

Manifesto contro l'eurodittattura per un europa dei popoli e dei beni comuni
Manifesto contro l’eurodittattura per un europa dei popoli e dei beni comuni

Manifesto! Contro l’Eurodittatura

Per un’ Europa dei Popoli

e dei Beni Comuni.

 Denunciamo il processo in atto da decenni volto alla creazione di una dittatura pan europea che con il miraggio della costruzione di uno stato sovranazionale a tutela della pace ed un’ unione fra i popoli europei ha invece generato un totalitarismo economico nel quale la sovranità è stata, e continua ad essere, sottratta ai popoli e portata nelle mani di élite autocratiche che rappresentano solo i propri voraci interessi.

 Questa dittatura si palesa in tre tipi di strumenti:

  1. Politici

  2. Economoco/Monetari.

  3. Militari.

 Strumenti Politici:

 Al primo gruppo appartengono il Trattato di Lisbona,già Costituzione Europea che ha però miseramente fallito la prova del voto popolare, il Trattato di Maastricht, il trattato sul funzionamento dell’ Unione Europea che relega il parlamento europeo, che dovrebbe rappresentare la volontà del popolo europeo, al ruolo di foglia di fico rispetto alle scelte compiute dalla Commissione Europea e dal Consiglio D’Europa dotati del potere di iniziativa legislativa, del quale il parlamento è privo.

 Strumenti Economico Monetari:

 Il SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali), di cui la BCE ha la direzione, che controlla l’emissione monetaria, Il MES in ogni momento i grado di richiedere nuovi esborsi alle nazioni partecipanti senza bisogno di alcun voto parlamentare. Il Fiscal compact ed il Two Pack che sanciscono un livello di controllo senza precedenti sulla politica economica tramite il controllo sul bilancio delle nazioni dell’ area Euro. L’ ERF (European Redemption Found) strumento di finanziamento dei debiti nazionali nato per volontà degli stessi poteri che controllano l’emissione monetaria, quindi in grado di decidere in qualsiasi momento la solvibilità di una nazione, al solo fine di spogliarle delle ultime vestigia di credibilità economica date dalle riserve auree e dai beni dello Stato.

 Strumenti Militari:

 L’ Eurogendfor nata in base al Trattato di Velsen, i cui membri risultano di fatto essere al di sopra ed al di là della legge, esattamente, e non a caso, come i membri del direttivo del MES. Si è costruito lo strumento repressivo ideale da schierare di volta in volta dove più occorre potendo utilizzare tutti i mezzi che si ritengono opportuni per stroncare qualsiasi forma di dissenso essendo del tutto certi della propri impunità.

 In qualità di cittadini abbiamo il dovere di denunciare questo scempio ed il diritto di COMBATTERLO con qualsiasi mezzo, ma prediligendo quelli che ci sono propri ossia quelli pacifici, armandoci di informazione contro la tirannia.

In virtù di quanto succintamente esposto

Chiediamo

  1. Potere di iniziativa legislativa per il parlamento europeo.

  2. La nazionalizzazione mediante espropriazione delle banche che compongono la BCE.

  3. L’abolizione dell’Eurogendfor.

  4. L’avvio di un reale processo costituente europeo

E’ prevista per il 5 di Novembre 2013 una manifestazione diffusa sul territorio nazionale, e non solo, organizzata da Anonimous International per difendere la libertà. Con gioia ci accodiamo e intendiamo sfruttare questa giornata per diffondere il più possibile queste informazioni. Soltanto una reazione corale di tutti i popoli potrà arginare il crollo della democrazia, che altrimenti sarà inevitabile.

Aiutaci a diffondere questo appello, informati, condividi l’informazione. Il 5 di Novembre dovremmo far sentire con forza le nostre voci, per dire che la politica e le nostre vite non appartengono ad elite assetate di potere.

 

Manifesto contro l'eurodittattura per un europa dei popoli e dei beni comuni
Manifesto contro l’eurodittattura per un europa dei popoli e dei beni comuni

Manifeste contre l’Eurodictature.

Pour une Europe des Peuples et des Biens Communs.

 Nous voulons dénoncer le procès que depuis des années mire à la création d’une dictature pan-européenne. Une dictature qui utilise comme mirage la construction d’un état supranational qui veut sauvegarder la paix et l’union entre les peuples européens. Cependant, si nous regardons la réalité des faits elle engendre un totalitarisme économique où la souveraineté a été soustraite aux peuples et conduite jusqu’à l’élite autocratique qui ne s’occupe que de ses propres intérêts, encore aujourd’hui.

Cette dictature se manifeste dans trois types d’instruments différents :

1)Politique

2) Économique/ Monétaire

3)Militaire

Instruments Politiques :

Au premier groupe appartienne : Le Traité de Lisbonne qui fait déjà partie de la Constitution Européenne, mais qui a misérablement raté l’épreuve du vote populaire et le Traité de Maastricht. Ce dernier est un traité sur le fonctionnement de l’Union Européenne qui relègue le parlement européen, (institution qui devrait représenter la volonté du peuple européen), à un rôle passif par rapport aux choix pris par la Commission Européenne et par le Conseil Européen qui ont le pouvoir d’initiative législative, contrairement au Parlement.

 Instruments Économique/Monétaire :

Le SEBC (Système Européen des Banques Centrales) contrôlé par la BCE s’occupe de l’émission monétaire. Le MES, à chaque instant, est en mesure de demander de nouveaux débours aux nations intéressées sans avoir besoin de faire recours au vote parlementaire. Le fiscal compact et le two pack établissent un niveau de contrôle sur la politique économique sans précédant, grâce au contrôle sur le bilan des nations de la zone euro. L’ERF (European Redemption Found) est l’instrument de financement des dettes nationales né par la volonté des mêmes pouvoirs qui contrôlent l’émission monétaire, capable de décider en n’importe quel moment la solvabilité d’une nation avec le seul but de dépouiller les dernières vestiges de crédibilité économique donné par les réserves d’or et par les biens de l’État.

 Instruments Militaire :

L’EuroGendFor a été créé lors du Traité de Velsen. Ses membres semblent être au-dessus et au-delà de la loi, et ce n’est pas un hasard si la même chose se passe avec les membres du directoire du MES. C’est ainsi qu’ils ont construit l’instrument répressif idéal à aligner là où nécessaire. De cette façon ils peuvent utiliser tous les moyens qu’ils retiennent appropriés pour arrêter n’importe quel forme de désapprobation, vu qu’il sont sûrs de leurs propre impunité.

 En tant que citoyens, nous avons le devoir de dénoncer ce massacre et le droit de le combattre avec tout les moyens possibles ; avec la prédilection pour ceux auxquels nous sommes accoutumés, ceux pacifiques, naturellement. Pour combattre cette tyrannie nous devons nous informer et rechercher la vérité.

En vertu de ce qu’on a brièvement exposé

Nous demandons

  1. Pouvoir d’initiative législative pour le parlement européen.
  2. La nationalisation par l’expropriation des banques qui composent la BCE.
  3. L’abolition de l’EuroGendFor.
  4. Le démarrage d’un réel procès européen.

C’est le moment d’agir !

 MouVement 5 étoiles Naples

Groupe d’étude en économie et politique européenne.

 

9 pensieri su “Manifesto!Contro l’Eurodittatura per un’ Europa dei Popoli e Dei Beni Comuni.”

  1. poiché un popolo europeo non esiste, non può esistere un parlamento e una legge che lo rappresenti. Meglio ripartire dagli Stati nazionali e pensare a un’integrazione di popoli liberi e autonomi, rispettosa delle differenze culturali.

    Nel manifesto si chiede di dare iniziativa legislativa al parlamento europeo, io preferirei ridarla ai parlamenti nazionali (che difetto ormai ratificano e basta con l’esclusione di temi di scarsa rilevanza economica).

    1. Esatto, infatti parliamo di un deuropa DEI popoli, va benissimo restituire autonomia agli stati nazionali, la regolamentazione deve essere volta a riequilibrare gli squilibri, non ad acuirli. Il popolo europeo verrà poi, ma non come distruzione delle culture nazionali, che dovranno sopravvivere, verrà come reciproca accettazione e fratellanza fra gli stessi.

  2. Credo che Lucio non abbia capito nulla (come tanti italiani, purtroppo)…spero che questo manifesto gli possa servire.
    A Dario invece posso dire che ripartire dagli stati nazionali non si può avendo ratificato i trattati che sono purtroppo vincolanti…

  3. Tre domande
    1. Che significa:”La nazionalizzazione mediante espropriazione delle banche che compongono la BCE.” Sono ignorante e non capisco.
    2. A che tu sappia l’Eurogendfor è operativa? Quella è una cosa mostruosa. Da una conferenza in non so più quale Università che ascoltai su You tube, praticamente questi possono venire in casa tua sfasciartela, distruggertela e non dare conto a nessuno. Non rispondono a nessun Parlamento Nazionale e non si capisce bene a quale “entità anonima” risponderebbero. E non rispondono di nessun danno a cose e persone che causano. Ma chi assolderanno? Mercenari? Ma come ha fatto l’Itaia a firmare un trattato simile?
    3. I trattati non sono modificabili? Cancellabili? Stracciabili?
    Ed un’osservazione:
    1. Se al Parlamento europeo poi ci mandiamo deputati come Iva Zanicchi (Pdl), meglio che non abbia potere legislativo. Anzi, meglio che non esista proprio.

  4. Proposta di rinascimento per l’Italia (rivoluzione evolutiva)

    Ultimo aggiornamento 11/12/2013

    Premesso che NON sono un economista ma solo un ingegnere elettronico che ha, però, avuto l’opportunità di studiare i lavori (in alcuni casi anche di conoscere gli autori) di studiosi auritiani in economia, tra cui Bruno Tarquini, Savino Frigiola, Francesco Cianciarelli, Antonio Pantano, devo esprimere alcune perplessità sul programma politico-economico del M5S.
    Inoltre, se tale proposta risultasse inattuabile per l’intero territorio nazionale, si può considerare più facilmente applicabile al Sud-Italia, in senso federalista (o, addirittura, autonomista / secessionista)

    PRIMO

    – il debito pubblico NON è da RISTRUTTURARE ma proprio da RIFIUTARE in quanto si trova in tutte e tre le CONDIZIONI di DETESTABILITA’ enunciate da Alexander Sack:

    A. Il governo del Paese deve aver conseguito il prestito senza che i debitori (cittadini) ne fossero consapevoli e senza il loro consenso (in particolare senza chiarire le condizioni di erogazione, il suo uso e le condizioni di pagamento o di mancato pagamento).
    B. I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno portato benefici ai debitori (cioè alla cittadinanza nel suo complesso).
    C. I creditori (le banche) devono essere al corrente di questa situazione economica, e disinteressarsene.

    In realtà, il DEBITO pubblico va considerato un CREDITO pubblico ed, in quanto tale, va DISTRIBUITO equamente tra tutti i cittadini italiani.
    Le quote di debito pubblico appartenenti agli istituti bancari, nazionali ed esteri, saranno acquisiti al patrimonio pubblico, mentre le compravendite delle quote appartenenti ai singoli cittadini saranno congelate fino al riequilibrio economico-finanziario del sistema Paese.

    SECONDO

    – le banche private italiane, nel solo periodo dal gennaio 2002 ad oggi (cosiddetta “epoca euro”) hanno sottratto al popolo italiano circa 100’000 miliardi di euro col meccanismo del signoraggio, e su tale cifra hanno ricavato all’incirca 15’200 miliardi di utili sui quali NON hanno pagato tasse, poiché li “nascondono” nelle fondazioni bancarie: con una percentuale esattiva di circa il 27% (quello che in media paga un impiegato sul proprio lordo) le banche hanno evaso qualcosa come 4’180 miliardi € (cioè il doppio del debito-credito pubblico). Non solo devono farci un bell’assegno per le tasse ma i capi del governo, i responsabili del Tesoro, dell’Economia, delle Finanze, del Bilancio, i presidenti dei consigli di amministrazione ed i loro consiglieri, i componenti del gruppo dei revisori della corte dei conti e tutti i responsabili governativi dal 1992 in poi devono mettersi in regola (per non essere arrestati e processati per una caterva di reati) con gli italiani, restituendo il maltolto.
    Un’ulteriore dichiarazione del noto avv. Alfonso Luigi Marra ha quantificato in circa 2 (due) miliardi di euro al giorno le SOTTRAZIONI INDEBITE agli italiani causate dalle banche italiane per effetto di ANATOCISMO (interessi sugli interessi), di COMMISSIONI ANTICIPATE di MASSIMO SCOPERTO e di ACCREDITO DIFFERITO dei VERSAMENTI che sono un’enormità in confronto alle manovrine di Monti/Letta.
    Solo parlando dell’anatocismo, non ci dev’essere differenza tra prestiti INTERBANCARI e prestiti AL CORRENTISTA poiché le banche quando si prestano, tra loro, 100’000 euro in 10 anni, con interessi all’1% annuo, devono restituire SOLO 110’000 euro mentre un correntista che chiede la medesima cifra ma al 7,5 %, dopo 10 anni deve restituire 206’000 € quindi quasi 11 volte di più.
    Tali cifre, illegalmente sottratte al popolo, dovranno essere restituite per evitare sanzioni CIVILI e PENALI nei confronti delle figure di: presidente, amministratore delegato, componenti del consiglio di amministrazione, collegio dei probi viri e tutti gli organi direttivi e di controllo che non hanno vigilato a sufficienza per evitare il compimento di azioni illegali da parte degli istituti bancari e delle relative fondazioni. Tali sanzioni saranno elevate anche sugli organi di Stato che non hanno compiuto, a partire dal 1992 fino ad oggi, il loro dovere di vigilanza: Corte dei Conti, presidente e cassiere della Banca d’Italia, presidente e consiglio di amministrazione della BCE, etc.

    TERZO

    – si deve fermare la FABBRICA del DEBITO: immediatamente deve cessare l’emissione di titoli di stato creati allo scopo di dare una “contropartita” alle banche private che emettono danaro. Tale compito (cioè la stampa di banconote / conio di monete metalliche), dando corso alla legge 262/2005 (cioè emanando il relativo decreto di attuazione) deve essere affidata SOLO al Poligrafico ed alla Zecca dello Stato, una volta che la Banca di Italia sia stata nazionalizzata (cioè sia rientrata in totale possesso del Ministero del Tesoro). Le banche private che detengono quote significative del debito pubblico devono essere nazionalizzate. L’emissione di titoli di Stato potrà riprendere solo dopo il riequilibrio dell’intero sistema economico-finanziario e l’attuazione di apposite leggi di protezione contro gli attacchi della finanza speculativa.

    QUARTO

    – queste azioni devono essere accompagnate alla contestuale USCITA dal SISTEMA dell’EURO (analogamente a quanto avvenne nel 1993 con l’uscita dallo SME) a cui NON seguì un’iper-inflazione disastrosa, come strillano alcuni agitatori pro-Monti-Letta ma solo del 20% che fu definita allora positiva per il sistema-paese e lo sarebbe ancora oggi. Questo anche per lo sbilanciamento all’INGRESSO nel sistema euro-monetario quando il cambio tra la divisa tedesca e quella italiana era 1 marco = 980 lire ma fu imposta una conversione i € = 1 marco = 1936,27 lire assolutamente inaccettabile, che ha penalizzato l’intera nazione Italia a vantaggio della Germania (poi ci sarebbe da intraprendere un’azione penale nei confronti di Ciampi, Draghi, Amato, Prodi, etc.).

    QUINTO

    – la moneta nazionale emessa (ad esempio LIRA) avrà un cambio con l’euro paritario (cioè 1 Lira = 1 Euro) e le fluttuazioni di tale cambio NON saranno influenzate da speculazioni esterne ma SOLO da considerazioni di utilità ITALIANE, alla stregua di altre monete locali come, ad esempio in Cina dove lo YUAN ha la funzione di gestire gli scambi esteri per l’import-export (funzione che potrebbe essere quella dell’EURO) mentre il RENMINBI (la cui traduzione è “moneta del popolo”) non ha alcuna inflazione ed i beni appartenenti al PANIERE (quello VERO non quello FITTIZIO attualmente utilizzato dall’ISTAT o dall’EUROSTAT, i quali comprendono beni di USO QUOTIDIANO come pane, zucchine, olio accanto a viaggi Roma-Parigi, PC palmare, o soggiorno in villaggio vacanze da considerare NON COMPATIBILI con il calcolo del costo della vita) NON variano di prezzo.

    SESTO

    – almeno in Italia NON saranno consentiti movimenti INCONTROLLATI dei flussi monetari, finanziari, di beni e servizi provenienti dell’estero, in quanto sarà varata una legge equivalente al Glass-Steagall Act statunitense, abolita da Bill Clinton nel 1999. Non si dovrà permettere, sul territorio nazionale, l’esistenza di banche UNIVERSALI ma si dovrà avere una NETTA SEPARAZIONE tra banche di RACCOLTA/DISTRIBUZIONE del CREDITO (che finanzieranno solo le imprese produttive) e le banche di SPECULAZIONE che, comunque, non potranno eseguire azioni aggressive contro il patrimonio nazionale. Per evitare che, comunque, possano agire indisturbati i programmi “robot” (automatismi che consentono speculazioni sui flussi finanziari anche centinaia o migliaia di volte al secondo) si applicherà una TOBIN TAX su TUTTI gli scambi finanziari la quale, anche se non funzionasse come deterrente, porterebbe comunque un aumento complessivo delle entrate fiscali.

    SETTIMO

    – stante l’attuale situazione PRATICA di COMPETIZIONE e NON di COOPERAZIONE tra stati dell’Europa, si dovranno rigettare TUTTI i trattati europei attualmente ratificati: Lisbona (costituzione europea che reintroduce la pena di morte per sedizione e sommossa, senza definire chiaramente tali reati), Maastricht (unione monetaria), Schengen (libera circolazione), Velsen (istituzione dell’EuroGenFor, forza di gendarmeria europea), Nizza (), Amsterdam (), Bruxelles (), l’Atto Unico Europeo (), etc. L’eventuale, successivo riavvicinamento, sottoposto a referendum (sarà istituito quello in senso PROPOSITIVO), potrà avvenire solo con spirito e lettera FEDERALE tra tutti gli stati SOVRANI che lo richiederanno.
    Contemporaneamente si dovranno riavviare filiere produttive tradizionali come quella della canapa e delle altre fibre industriali, con adozione dei biocarburanti da scarti agricoli (E85 o bio-etanolo e bio-diesel) che sono immediatamente utilizzabili (senza modifiche) sui modelli EURO4 (prodotti a partire da gennaio 2006). Ricordo che gli scarti agricoli in Italia sono circa 40 milioni di ton, da cui si possono ricavare circa 31 milioni di ton di fertilizzanti e circa 9 milioni di ton di etanolo (coprirebbe la gran parte del consumo di benzina verde).

    OTTAVO

    – tutte le attività di interesse strategico saranno nazionalizzate (acqua, energia rinnovabile, comunicazioni, estrazione, trattamento e distribuzione di petrolio e gas, viabilità, protezione civile, trasporti, etc.) e non saranno consentite permanenze nelle acque, sui terreni e nei cieli territoriali di mezzi e truppe militari si stati esteri, a parte quei drappelli di basse dimensioni ospitati nelle ambasciate. Gli attuali 116 presidi USA-NATO che si trovano sul territorio nazionale saranno evacuati, così come gli ordigni biologici, chimici e nucleari (qualunque forma abbiano) in essi presenti.
    Si devono ritirare tetti i contingenti impegnati in compiti di aggressione militare (travestiti da azioni umanitarie) nei confronti di paesi che NON hanno attaccato l’Italia (specie in MedioOriente) e si devono interrompere i rapporti (di qualunque tipo, economico, militare, diplomatico) con i paesi che praticano tali attacchi (compresi USA, UK, Israele, Nuova Zelanda, Australia, Canada, Francia, etc.).
    Inoltre si devono avviare trattati con le principali nazioni sovrane: i cosiddetti BRICS (gruppo di Brasile, Russia, India, Cina, Sud-Africa), l’area LatinoAmericana (dal Cile all’Argentina, dall’Uruguay all’Ecuador, etc.), l’area mediorientale (in particolare Iran e Siria, per la soluzione della questione palestinese con due popoli – due stati e la pacificazione di quella zona, aiutando quei paesi a liberarsi dai governi fantoccio di stati coloniali ed a riconquistare la sovranità nazionale).

    NONO

    – le tasse NON saranno più progressive ma proporzionali al reddito cioè UGUALI per TUTTI ed i relativi organi di controllo potranno sfruttare l’INCROCIO delle banche dati di tutti i beni NON per applicare tasse patrimoniali ma per valutare il reddito minimo per detenere, utilizzare e manutenere il patrimonio complessivo (facendo scattare controlli MIRATI e CAPILLARI in caso di incongruenza col reddito annuo dichiarato). Inoltre NON vi saranno più tassazioni PREVENTIVE su redditi PRESUNTI e su FATTURATI ma solo su redditi REALI ed ACQUISITI. In ogni caso, sotto la soglia del reddito minimo di cittadinanza, le tasse non potranno essere esatte. Allo scopo saranno incrociate le banche dati esistenti e saranno aggiornate con periodicità almeno mensile.
    Le TASSE COMPLESSIVE saranno massimo il 15%, e spariranno tasse incostituzionali come l’IVA che divide i cittadini in due categorie, la A che può scaricare quasi tutto, e la B (guarda caso è la più numerosa ma comprende i meno abbienti) che non può farlo; la tassa sulla CASA (comunque la si chiami), che è un bene acquistato con soldi già tassati e non può essere tassato di nuovo ed in generali tutte le patrimoniali, quando i cespiti non generano utile; le ACCISE sui carburanti che colpiscono in misura maggiore i meno abbienti. Rimarranno solo le TARIFFE di SERVIZIO che dovranno essere riparametrate su dati di PRESSIONE DEMOGRAFICA (numero effettivo di persone presenti nel cespite) e di TIPO di ATTIVITÀ SVOLTA (a seconda che sia ad esempio “abitativa” o “commerciale” od “industriale”, a basso/medio/alto inquinamento ambientale, etc.), NON sull’AREA del cespite.

    DECIMO

    – le INGENTI RISORSE ECONOMICHE così LIBERATE saranno utilizzate per il REDDITO MINIMO di CITTADINANZA, per la RIDUZIONE del CUNEO FISCALE, per il FINANZIAMENTO dei SETTORI di INTERESSE COMUNE:

    1. manutenzione e valorizzazione dell’ineguagliabile ed immenso patrimonio naturalistico, artistico, architettonico ed archeologico, e delle attitudini territoriali specifiche (ad es. enogastronomia, accoglienza, usi e costumi, tradizioni storiche e linguistiche, …)
    2. opere a difesa del territorio, nazionalizzazione delle industrie strategiche e della Banca d’Italia (ad es. riassetto idrogeologico, bonifica del Mediterraneo dai sommergibili stranieri con armamento nucleare che vi stazionano)
    3. costruzione, potenziamento e manutenzione di edifici, strade, scuole, porti, ferrovie (insomma tutte le infrastrutture), manufatti ed altri cespiti di interesse pubblico e nazionale (ad es. reti informatiche a banda larga, asili per i bambini, ospedali, centri di assistenza per gli anziani, etc.)
    4. impulso alle attività per l’avanzamento globale della società (ricerca e sviluppo, sanità, istruzione ed attività sociali, turismo e spettacolo, artigianato, agricoltura e zootecnia, ecc.)

    Il rilancio dell’economia, dell’occupazione e delle attività sociali è così facendo, talmente evidente e comprensibile da rendere superflua qualunque ulteriore argomentazione.

    Con affetto
    AlexFocus
    Alias
    Alessandro d’Esposito
    Tel. 081.767.32.45
    Cell. 338.81.52.862
    Mail: [email protected]

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