C.S. NUOVA GESTIONE DELLO ZOO: IL PARAVENTO DELLE SPA DI PROPRIETÀ PUBBLICA.

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COMUNICATO STAMPA M5S NAPOLI

NUOVA GESTIONE DELLO ZOO: IL PARAVENTO DELLE SPA DI PROPRIETÀ PUBBLICA.

NAPOLI, 17/12/’13 – Il mese di dicembre del 2013 segnerà per il pubblico l’inizio della nuova gestione dello zoo di Napoli, e segnerà, per Napoli, una nuova occasione persa nell’utilizzo dei beni comuni. La giunta De Magistris, attraverso Mostra d’Oltremare SpA, ancora una volta ricorre all’ormai consolidata prassi della concessione a privati di spazi pubblici, perché incapace o non interessata a prendere in considerazione qualsivoglia proposta di economia solidale ed ecosostenibile, proveniente dalla cittadinanza, ancora in attesa di una vera democrazia partecipata. Il Movimento 5 Stelle Napoli prende atto con disappunto dell’accordo trentennale tra Mostra d’Oltremare Spa e l’imprenditore Francesco Floro Flores, riservandosi ovviamente di approfondirne i relativi termini contrattuali, e resta oltremodo perplesso e preoccupato da simili modalità, specialmente in vista di altri momenti di riappropriazione del territorio nell’area flegrea. Il timore è che questo possa rappresentare il primo passo verso ulteriori disegni speculativi, riguardanti la globalità degli interventi che si prospettano a breve e medio termine.

Inoltre, soprattutto non possiamo che valutare insostenibile la gestione dei suoli fatta dalla Mostra SpA, che ci ha portato prima a perdere gli introiti dagli affitti degli stessi durante la gestione Falchero, e ora a ‘regalare’, a fronte di investimenti, i suoli ad un altro imprenditore.

Vorremmo capire meglio in cosa consisteranno questi investimenti, e dove in tutto questo stia l’interesse dei cittadini, che si vedono privati ancora una volta di uno spazio e dell’utile sociale (anche in senso meramente economico) che da esso si può trarre. Ancora una volta le SpA di proprietà pubblica sono un utile paravento per le nefandezze di una classe politica, inetta nella migliore delle ipotesi.

Inoltre, proprio l’area dello zoo avrebbe meritato una riconsiderazione concettuale, spostando in appositi ‘santuari faunistici’ tutti gli animali trasferibili e preoccupandosi di migliorare la vivibilità dei restanti, in vista di una graduale scomparsa dello “zoo” che, oltre ad essere un atto crudele e incivile, costituisce un messaggio altamente antieducativo perché favorisce, specie nei bambini, un atteggiamento di insensibilità verso esseri viventi ridotti in schiavitù. Un obiettivo serio sarebbe stato quindi la riduzione graduale delle specie segregate, il recupero e la riqualificazione per altro uso degli spazi liberati, la partecipazione a ricerche e attività formative per la conservazione delle specie autoctone e per il ripopolamento e la reintroduzione di specie a rischio estinzione nella vita selvatica.

La realtà è che bisognava affrontare la questione dello zoo a 360 gradi, considerando il benessere degli animali, la salvaguardia dei lavoratori presenti (con l’obiettivo anzi di incrementarne il numero), il recupero botanico del parco, il restauro dei manufatti esistenti, ma farlo con uno spirito nuovo, restituendo ai cittadini quel territorio negato per anni.


MoVimento 5 Stelle Napoli
([email protected]) Contatto Twitter:@stampaM5Snapoli

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COMUNICATO STAMPA M5S
NAPOLI


NUOVA GESTIONE DELLO
ZOO: IL PARAVENTO DELLE SPA DI PROPRIETÀ PUBBLICA.

NAPOLI, 17/12/’13 – Il
mese di dicembre del 2013 segnerà per il pubblico l’inizio della
nuova gestione dello zoo di Napoli, e segnerà, per Napoli, una nuova
occasione persa nell’utilizzo dei beni comuni. La giunta De
Magistris, attraverso Mostra d’Oltremare SpA, ancora una volta
ricorre all’ormai consolidata prassi della concessione a privati
di spazi pubblici
, perché incapace o non interessata a
prendere in considerazione qualsivoglia proposta di economia solidale
ed ecosostenibile, proveniente dalla cittadinanza, ancora in
attesa di una vera democrazia partecipata.

Il Movimento
5 Stelle Napoli
prende atto con disappunto dell’accordo
trentennale tra Mostra d’Oltremare Spa e l’imprenditore Francesco
Floro Flores, riservandosi ovviamente di approfondirne i relativi
termini contrattuali, e resta oltremodo perplesso
e preoccupato
da simili modalità, specialmente in vista di
altri momenti di riappropriazione del territorio nell’area flegrea.
Il timore è che questo possa rappresentare il primo passo verso
ulteriori disegni speculativi, riguardanti la globalità degli
interventi che si prospettano a breve e medio termine.

Inoltre, soprattutto
non possiamo che valutare insostenibile la gestione dei suoli fatta
dalla Mostra SpA, che ci ha portato prima
a perdere gli introiti dagli affitti degli stessi durante la gestione
Falchero, e ora a ‘regalare’, a fronte di investimenti, i suoli ad un
altro imprenditore
.

Vorremmo capire meglio in
cosa consisteranno questi investimenti, e dove in tutto questo stia
l’interesse dei cittadini, che si vedono privati ancora una
volta di uno spazio e dell’utile sociale
(anche in senso
meramente economico) che da esso si può trarre. Ancora una volta
le SpA di proprietà pubblica sono un utile paravento per le
nefandezze di una classe politica, inetta nella migliore delle
ipotesi.

Inoltre, proprio
l’area dello zoo avrebbe meritato una riconsiderazione concettuale,
spostando in appositi ‘santuari faunistici’ tutti gli animali
trasferibili e preoccupandosi di migliorare la vivibilità dei
restanti, in vista di una graduale scomparsa dello “zoo” che,
oltre ad essere un atto crudele e incivile, costituisce un messaggio
altamente antieducativo perché favorisce, specie nei bambini, un
atteggiamento di insensibilità verso esseri viventi ridotti in
schiavitù. Un obiettivo serio sarebbe stato quindi la riduzione
graduale delle specie segregate, il recupero e la riqualificazione
per altro uso degli spazi liberati, la partecipazione a ricerche e
attività formative per la conservazione delle specie autoctone e per
il ripopolamento e la reintroduzione di specie a rischio estinzione
nella vita selvatica.

La realtà è che bisognava affrontare
la questione dello zoo a 360 gradi, considerando il benessere degli
animali, la salvaguardia dei lavoratori presenti (con l’obiettivo
anzi di incrementarne il numero), il recupero botanico del parco, il
restauro dei manufatti esistenti, ma farlo con uno spirito nuovo,
restituendo ai cittadini quel territorio negato per anni.



MoVimento 5 Stelle Napoli
([email protected])
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NAPOLI


NUOVA GESTIONE DELLO
ZOO: IL PARAVENTO DELLE SPA DI PROPRIETÀ PUBBLICA.

NAPOLI, 17/12/’13 – Il
mese di dicembre del 2013 segnerà per il pubblico l’inizio della
nuova gestione dello zoo di Napoli, e segnerà, per Napoli, una nuova
occasione persa nell’utilizzo dei beni comuni. La giunta De
Magistris, attraverso Mostra d’Oltremare SpA, ancora una volta
ricorre all’ormai consolidata prassi della concessione a privati
di spazi pubblici
, perché incapace o non interessata a
prendere in considerazione qualsivoglia proposta di economia solidale
ed ecosostenibile, proveniente dalla cittadinanza, ancora in
attesa di una vera democrazia partecipata.

Il Movimento
5 Stelle Napoli
prende atto con disappunto dell’accordo
trentennale tra Mostra d’Oltremare Spa e l’imprenditore Francesco
Floro Flores, riservandosi ovviamente di approfondirne i relativi
termini contrattuali, e resta oltremodo perplesso
e preoccupato
da simili modalità, specialmente in vista di
altri momenti di riappropriazione del territorio nell’area flegrea.
Il timore è che questo possa rappresentare il primo passo verso
ulteriori disegni speculativi, riguardanti la globalità degli
interventi che si prospettano a breve e medio termine.

Inoltre, soprattutto
non possiamo che valutare insostenibile la gestione dei suoli fatta
dalla Mostra SpA, che ci ha portato prima
a perdere gli introiti dagli affitti degli stessi durante la gestione
Falchero, e ora a ‘regalare’, a fronte di investimenti, i suoli ad un
altro imprenditore
.

Vorremmo capire meglio in
cosa consisteranno questi investimenti, e dove in tutto questo stia
l’interesse dei cittadini, che si vedono privati ancora una
volta di uno spazio e dell’utile sociale
(anche in senso
meramente economico) che da esso si può trarre. Ancora una volta
le SpA di proprietà pubblica sono un utile paravento per le
nefandezze di una classe politica, inetta nella migliore delle
ipotesi.

Inoltre, proprio
l’area dello zoo avrebbe meritato una riconsiderazione concettuale,
spostando in appositi ‘santuari faunistici’ tutti gli animali
trasferibili e preoccupandosi di migliorare la vivibilità dei
restanti, in vista di una graduale scomparsa dello “zoo” che,
oltre ad essere un atto crudele e incivile, costituisce un messaggio
altamente antieducativo perché favorisce, specie nei bambini, un
atteggiamento di insensibilità verso esseri viventi ridotti in
schiavitù. Un obiettivo serio sarebbe stato quindi la riduzione
graduale delle specie segregate, il recupero e la riqualificazione
per altro uso degli spazi liberati, la partecipazione a ricerche e
attività formative per la conservazione delle specie autoctone e per
il ripopolamento e la reintroduzione di specie a rischio estinzione
nella vita selvatica.

La realtà è che bisognava affrontare
la questione dello zoo a 360 gradi, considerando il benessere degli
animali, la salvaguardia dei lavoratori presenti (con l’obiettivo
anzi di incrementarne il numero), il recupero botanico del parco, il
restauro dei manufatti esistenti, ma farlo con uno spirito nuovo,
restituendo ai cittadini quel territorio negato per anni.



MoVimento 5 Stelle Napoli
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NAPOLI, 17/12/’13 – Il
mese di dicembre del 2013 segnerà per il pubblico l’inizio della
nuova gestione dello zoo di Napoli, e segnerà, per Napoli, una nuova
occasione persa nell’utilizzo dei beni comuni. La giunta De
Magistris, attraverso Mostra d’Oltremare SpA, ancora una volta
ricorre all’ormai consolidata prassi della concessione a privati
di spazi pubblici
, perché incapace o non interessata a
prendere in considerazione qualsivoglia proposta di economia solidale
ed ecosostenibile, proveniente dalla cittadinanza, ancora in
attesa di una vera democrazia partecipata.

Il Movimento
5 Stelle Napoli
prende atto con disappunto dell’accordo
trentennale tra Mostra d’Oltremare Spa e l’imprenditore Francesco
Floro Flores, riservandosi ovviamente di approfondirne i relativi
termini contrattuali, e resta oltremodo perplesso
e preoccupato
da simili modalità, specialmente in vista di
altri momenti di riappropriazione del territorio nell’area flegrea.
Il timore è che questo possa rappresentare il primo passo verso
ulteriori disegni speculativi, riguardanti la globalità degli
interventi che si prospettano a breve e medio termine.

Inoltre, soprattutto
non possiamo che valutare insostenibile la gestione dei suoli fatta
dalla Mostra SpA, che ci ha portato prima
a perdere gli introiti dagli affitti degli stessi durante la gestione
Falchero, e ora a ‘regalare’, a fronte di investimenti, i suoli ad un
altro imprenditore
.

Vorremmo capire meglio in
cosa consisteranno questi investimenti, e dove in tutto questo stia
l’interesse dei cittadini, che si vedono privati ancora una
volta di uno spazio e dell’utile sociale
(anche in senso
meramente economico) che da esso si può trarre. Ancora una volta
le SpA di proprietà pubblica sono un utile paravento per le
nefandezze di una classe politica, inetta nella migliore delle
ipotesi.

Inoltre, proprio
l’area dello zoo avrebbe meritato una riconsiderazione concettuale,
spostando in appositi ‘santuari faunistici’ tutti gli animali
trasferibili e preoccupandosi di migliorare la vivibilità dei
restanti, in vista di una graduale scomparsa dello “zoo” che,
oltre ad essere un atto crudele e incivile, costituisce un messaggio
altamente antieducativo perché favorisce, specie nei bambini, un
atteggiamento di insensibilità verso esseri viventi ridotti in
schiavitù. Un obiettivo serio sarebbe stato quindi la riduzione
graduale delle specie segregate, il recupero e la riqualificazione
per altro uso degli spazi liberati, la partecipazione a ricerche e
attività formative per la conservazione delle specie autoctone e per
il ripopolamento e la reintroduzione di specie a rischio estinzione
nella vita selvatica.

La realtà è che bisognava affrontare
la questione dello zoo a 360 gradi, considerando il benessere degli
animali, la salvaguardia dei lavoratori presenti (con l’obiettivo
anzi di incrementarne il numero), il recupero botanico del parco, il
restauro dei manufatti esistenti, ma farlo con uno spirito nuovo,
restituendo ai cittadini quel territorio negato per anni.



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NUOVA GESTIONE DELLO
ZOO: IL PARAVENTO DELLE SPA DI PROPRIETÀ PUBBLICA.

NAPOLI, 17/12/’13 – Il
mese di dicembre del 2013 segnerà per il pubblico l’inizio della
nuova gestione dello zoo di Napoli, e segnerà, per Napoli, una nuova
occasione persa nell’utilizzo dei beni comuni. La giunta De
Magistris, attraverso Mostra d’Oltremare SpA, ancora una volta
ricorre all’ormai consolidata prassi della concessione a privati
di spazi pubblici
, perché incapace o non interessata a
prendere in considerazione qualsivoglia proposta di economia solidale
ed ecosostenibile, proveniente dalla cittadinanza, ancora in
attesa di una vera democrazia partecipata.

Il Movimento
5 Stelle Napoli
prende atto con disappunto dell’accordo
trentennale tra Mostra d’Oltremare Spa e l’imprenditore Francesco
Floro Flores, riservandosi ovviamente di approfondirne i relativi
termini contrattuali, e resta oltremodo perplesso
e preoccupato
da simili modalità, specialmente in vista di
altri momenti di riappropriazione del territorio nell’area flegrea.
Il timore è che questo possa rappresentare il primo passo verso
ulteriori disegni speculativi, riguardanti la globalità degli
interventi che si prospettano a breve e medio termine.

Inoltre, soprattutto
non possiamo che valutare insostenibile la gestione dei suoli fatta
dalla Mostra SpA, che ci ha portato prima
a perdere gli introiti dagli affitti degli stessi durante la gestione
Falchero, e ora a ‘regalare’, a fronte di investimenti, i suoli ad un
altro imprenditore
.

Vorremmo capire meglio in
cosa consisteranno questi investimenti, e dove in tutto questo stia
l’interesse dei cittadini, che si vedono privati ancora una
volta di uno spazio e dell’utile sociale
(anche in senso
meramente economico) che da esso si può trarre. Ancora una volta
le SpA di proprietà pubblica sono un utile paravento per le
nefandezze di una classe politica, inetta nella migliore delle
ipotesi.

Inoltre, proprio
l’area dello zoo avrebbe meritato una riconsiderazione concettuale,
spostando in appositi ‘santuari faunistici’ tutti gli animali
trasferibili e preoccupandosi di migliorare la vivibilità dei
restanti, in vista di una graduale scomparsa dello “zoo” che,
oltre ad essere un atto crudele e incivile, costituisce un messaggio
altamente antieducativo perché favorisce, specie nei bambini, un
atteggiamento di insensibilità verso esseri viventi ridotti in
schiavitù. Un obiettivo serio sarebbe stato quindi la riduzione
graduale delle specie segregate, il recupero e la riqualificazione
per altro uso degli spazi liberati, la partecipazione a ricerche e
attività formative per la conservazione delle specie autoctone e per
il ripopolamento e la reintroduzione di specie a rischio estinzione
nella vita selvatica.

La realtà è che bisognava affrontare
la questione dello zoo a 360 gradi, considerando il benessere degli
animali, la salvaguardia dei lavoratori presenti (con l’obiettivo
anzi di incrementarne il numero), il recupero botanico del parco, il
restauro dei manufatti esistenti, ma farlo con uno spirito nuovo,
restituendo ai cittadini quel territorio negato per anni.



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