Dalla crisi energetica del 2008 alla Prima Guerra Globale

Proviamo a rispondere alla domanda: “cosa sta succedendo in Ucraina?” Una risposta breve potrebbe essere: “si sta combattendo un pezzo della Prima Guerra Globale!” Ma cos’ è la Prima Guerra Globale? Con poche semplici (ma non troppo) cartine e qualche dato cercheremo di capirlo insieme. Partiamo proprio dal fronte in Ucraina:

Gasdotti in Ucraina.
Gasdotti in Ucraina.

Bene, avete visto dove sono pipeline, ora vediamo un po’ i pretesi confini della “Nuova Russia” o “Novorossya“, essi corrispondono, grosso modo, alla linea rossa della cartina che segue, diamo anche uno sguardo alla distribuzione etnica della popolazione, come si vede la Crimea è di fatto a maggioranza russa:

Cartina  Nuova Russia Novorossya
Notare come il confine Nord-Ovest della Nuova Russia si sovrappone alla pipeline (“la condotta del gas”)…

Parlando solo di energia alla Russia interessa conquistare i territori fino al gasdotto più a sud quello passante per Dnipropetrovs’k (clicca sulla prima mappa per capire a quale mi riferisco), al limite se non ci riesce, le basta avere un tratto di territorio da un  estremo all’altro dell’Ucraina ne costruisce un altro e poi chiude i rubinetti al resto della rete. Comunque unendo anche solo Donbass e Crimea il resto lo può costruire off-shore nel mar Nero (come da progetto south stream). Ma diciamo che prendersi tutto è meglio. Nella prossima mappa ampliamo un po’ lo sguardo sulla situazione attuale, tratteggiate in nero le aree occupate dai “russi” tratteggiate in rosso le aree da prendere, ma soprattutto iniziamo a farci un’idea della geografia dell’area:

Situazione attuale in Ucraina
Situazione attuale in Ucraina: tratteggiate in nero le aree occupate dai “russi” tratteggiate in rosso le aree da prendere

Cartina alla mano partiamo dall’ “ipotesi” che la Prima Guerra Globale si combatta per risolvere la crisi energetica Globale iniziata negli anni 2000 con CONSEGUENTE crisi economica, ricordate il petrolio a 147 dollari al barile? In seguito al picco del prezzo del petrolio ci fu un enorme calo (-14%) nella produzione industriale mondiale e crisi economica CONSEGUENTE (la moneta, sovrana o meno, non si mangia, non fa andare le auto, non fertilizza i campi E CHE CAZZO lo sapevano gli indiani Cree e i vari Barnard,Borghi,Bagnai, Mosler e mammasantissima vari ancora non lo hanno capito?), comunque, tornando alle cose serie, la curva di Hubbert (che è una cosa serissima) era salva e si prospettava un futuro nero, che ora è arrivato:

Produzione Industriale 2000-2014
Produzione Industriale 2000-2014 la crisi non è economica, ma energetica!!!! link: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/File:EU28_industrial_production_total%26MIGs_m_sa_2000-2014.png

Partendo da questa ipotesi: dove sono le più grandi riserve energetiche planetarie? Nell’area del mar Caspio (che non a caso stava nella cartina). Ci sono riserve di gas immense e notevoli giacimenti petroliferi, chi li controlla contralla il 21 secolo e pure quello dopo. Il grosso problema è tirarlo fuori da li magari verso un porto o un gasdotto di qualche stato servo amico degli USA. le scelte sono poche e molto diverse fra loro.

Una volta estratto o lo si porta  sul Mar Nero, o sul Mar Rosso o sull’ Oceano Indiano. Quindi oltre al controllare le risorse si devono controllare, o quantomeno avere ottimi rapporti con i paesi del bacino ed i loro vicini fino a formare percorsi liberi verso le rotte marittime. La domanda ovvia è: quali paesi circondano il Mar Caspio? E in che rapporti sono con gli USA/Occidente?

Per capirci meglio un bel cartinone (un po’ modificato da me) per il quale ringrazio Philippe Rekacevictz secondo le convenzioni del fair use, cliccate al centro e seguite i numeri:

Gasdotti intorno al Mar Caspio
Gasdotti intorno al Mar Caspio, le X rosse indicano paesi in cui gli USA non possono far passare nulla, grazie alla loro illuminata politica estera.

Russia, si può abbeverare direttamente alla fonte ed esportare i prodotti di cui avesse il controllo via Mar Nero—>Balcani—>UE , o Ucraina (leggi Donbass/Novorussia)—->Balcani—>Italia, la strategia della Russia consiste nel costruire pipeline che bypassino i paesi confinanti per poi tenerli in scacco energetico, con la Germania ha già risolto costruendo il North Stream, che insieme al South Stream costituisce una vera e propria manovra a tenaglia energetica.
Iran (1) Nemico degli USA, anche lui si abbevera alla fonte, dubito gli faranno costruire agli USA oleodotti gasdotti a casa loro.

Ex Repubbliche sovietiche:
Kazakstan, amico degli USA ma senza sbocchi sul mare, certo se l’Afghanistan (2) fosse sicuro si potrebbe andare da li al Pakistan…ma non è affatto sicuro e non lo è nemmeno il Pakistan.
Turkmenistan Nemico degli USA, ma giusto perchè non avrebbe un senso fare un golpè cioè esportarvi democrazia acc… farselo amico e poi essere punto e a capo perché non vi sono sbocchi, quindi si dovranno tenere la loro teomegalodiddatura autoctona.

Azerbaigian (3) (Non a caso in rosso, in alto a sinistra rispetto al 3 non dimenticate che confina con la Georgia (4)…) E’ la prossima nazione in cui, temo, ci saranno grossi guai, a meno che non si faccia subito il botto in Ucraina, dato che da li le pipeline per andare in Turchia (NATO) devono passare per l’Armenia e questo gli azerbaijani non lo accettano proprio, ma dovrà andargli giù per forza visto che non si può certo passare per l’Iran o la Georgia, ricordate il conflitto del 2008? I Russi ci mettono poco a predere Gori, Poti e Tblisi.

Dopo questo bel quadretto veniamo a noi, cosa converrebbe all’Italia? A noi converrebbe…mi costa un mare dirlo, ma ci converrebbe fare quel che voleva fare il pornomane di Arcore,ossia costruire il cosiddetto South Stream, un gasdotto Russo-Italiano, passante per il Mar Nero Balcani(Grecia)—> Adriatico—>Sud Italia, sarebbe, parlo solo dal punto di vista energetico e politico, la miglior cosa possibile, di certo molto meglio dell’alternativa: il Nabucco , che comunque dubito si riesca a far passare da Georgia e Iran. Non andrebbe affatto bene farlo arrivare a  Trieste,attraversando tutti i balcani, invece. Sarebbe accettabile se arrivasse sia al nord che al sud Italia, cosa che preferirebbero certamente Russia, Austria e Francia se proprio lo si facesse.

Carte Pipelines in Italia, ci hanno tolto la Sicilia, ma ci hanno dato sia il south stream che il Nabucco
Carte Pipelines in Italia, ci hanno tolto la Sicilia, ma ci hanno dato sia il south stream che il Nabucco

Se potessimo sperare in governi seri sud e nord sarebbe il top, ma visto che non è così, meglio andare sul sicuro con arrivo in Puglia per poi portare energia nel resto d’ Italia e, se si vuole, al resto d’ Europa…questo aumenterebbe il nostro peso politico. Lascerebbe solo alla Russia il controllo, il che è comunque inevitabile. Per capirci sul perché dico “meglio” o “peggio”: in una condotta, che porti acqua, gas o polpette è sempre meglio stare a monte che a valle, non si sa mai se chi ci precede si comporterà bene o male, essere preceduti solo da piccole nazioni come la Grecia e la Bulgaria è accettabile, soprattutto se si fa una buona politica estera nei loro confronti, se iniziano a diventare tante e non tanto piccole può essere un problema, per rendervene conto guardate le mappe di South Stream e Nabucco negli articoli lincati. Comunque per dei buoni (seri) politici si aprono prospettive difficili ma interessanti (ma non mi dilungo), spero che “qualcuno” a Roma se ne faccia carico.

Nota: Sono per la pace e la decrescita.Ciò detto spero che quanto scritto se non esplicativo almeno possa servire a porsi qualche domanda in modo più mirato e con una bozza di informazione in più per quanto stringata e farragginosa, lo scopo è proprio questo, quindi se è stato utile a voi vi invito a farlo girare, ma aggiungete questa nota anche solo mentale, lo vado dicendo da almeno 4 anni: “La crisi non è economica è energetica!!!” Di alcune cartine non riporto la fonte perché le ho salvate sull’hd ma non so da dove le ho prese, chiedo venia.

“Quando avrete inquinato l’ultimo fiume, catturato l’ultimo pesce, tagliato l’ultimo albero, capirete, solo allora, che non potrete mangiare il vostro denaro” (profezia degli indiani Cree).

Tiziano De Simone

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2 pensieri su “Dalla crisi energetica del 2008 alla Prima Guerra Globale”

  1. Riepilogando a Titus.
    – per cambiare il governo bisogna avere la maggioranza dei voti e sarà difficile.
    – i nemici sono stati individuati ma sono protetti dalle Leggi fatte appositamente.
    – per cambiare queste Leggi scellerate occorre un nuovo governo.Si ritorna quindi al primo punto !
    – come si possono combattere ? la rivoluzione armata è impossibile – la rivoluzioine fiscale è difficile da organizzare bene – sputtanarli pubblicamente è inutile.Hai altre soluzioni ? Saluti.

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