Trasferimenti di popolazione e instabilità sociale indotta come mezzo di dominazione

p-stranieri-su-popolazioneBasta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo.

Pier Paolo Pasolini

Voi credete che chi affama e distrugge le nazioni per dominarle sia contrario o favorevole ai flussi migratori? Durante l’inizio della crisi libica parlai di accoglienza, e la mia posizione non è cambiata relativamente a chi fugge dalle bombe, soprattutto se le bombe sono ITALIANE come nel 2011 in Libia. Ma ora la dimensione del fenomeno è diversa non solo nell’apparenza ma anche dal punto di vista pratico, poiché non si è verificato altro che il normale sviluppo che si voleva avvenisse e che si sarebbe dovuto interrompere ad ogni costo. Quello che vediamo non è un normale flusso migratorio, né una fuga dalla guerra, è un nuovo tipo di strumento militare, un attacco destabilizzante e distruttivo nei confronti dei popoli e delle culture europee (ringrazio Lameduk per il magnifico post) ,portato avanti dalle elite euro atlantiche, contro di noi, contro i migranti, e le rispettive culture. Sì, sono vittime anche loro, solo che loro sono vittime “volontarie”, come i nostri che predicano in buona fede “l’integrazione e il multiculturalismo”, a parer mio, un ossimoro bello e buono.

Mi spiego, non sono contro l’integrazione o il multiculturalismo, sono contro la “disintegrazione e l’annichilimento culturale reciproco”. Se si forza l’emigrazione è questo che si ottiene, inevitabilmente. La differenza sta nei tempi tutto qui. Chi spinge l’acceleratore lo sa benissimo e per questo lo spinge, non vuole l’armonia, ma la segregazione e conseguentemente l’odio e il contrasto su cui poi dominare.

Una cultura vive di luoghi, identità, tradizioni, consuetudini, riconoscibilità permanenza. Una cultura strappata dalla sua terra a forza muore nella sua essenza. Essa non muta, degenera, inevitabilmente. Un pastore smette di essere un pastore appena lo trapianti in città, non può essere altrimenti. Mischiando a viva forza culture così distanti uccidiamo le culture di quelli che deportiamo qui e loro uccideranno la nostra. E le nostre culture sono il solo baluardo al dominio delle elite transnazionali.

L’omogeneità è morte, se Palermo è come Milano o è morta Palermo o è morta Milano o entrambe. Se Palermo e Milano coesistono, ma diverse, noi siamo più ricchi. Stesso identico discorso vale per Roma e Berlino. Contraddittorio? Affatto! La cultura palermitana e milanese condividono la lingua, l’Italiano, la religione, cristiana, il gruppo etnico e qualche millennio di storia, da amici o da nemici.

Ma cosa condividono con un pastore di colore mussulmano francofono del Burkina Faso?

La risposta è semplice, se non vi sovviene ve la dico io, siamo tutti esseri umani! Tutti diversi e bellissimi.

A me, e probabilmente anche a voi e a lui, questo basta e avanza per vivere in pace ed armonia, ma la storia insegna che non basta a tutti. Non mi piace, non è colpa mia, ma è un FATTO che non possiamo negare. La dove su scala rilevante culture diverse si sono forzatamente mischiate prima una ha distrutto l’altra poi sono seguiti segregazione, razzismo, sfruttamento, e non nel passato, anche ORA.

Possiamo negare questa lampante verità o difenderci dal pericolo. Liberissimi di sperare che andrà diversamente perché “noi siamo buoni” purtroppo non ci sono solo i buoni. Ci sono individui e gruppi di potere pronti ad insinuarsi negli enormi varchi delle differenze, e creare odio.

Ma perché lo fanno, perché vogliono distruggere le culture d’Europa? La risposta è semplice, perché vogliono fare l’Europeo, ma non come lo avremmo immaginato noi 50 anni fa, bensì come lo hanno immaginato loro 50 anni fa, ossia un popolo che non può che riconoscersi in un’entità sovrastatale in quanto disomogeneo a livello nazionale ed in perenne lotta interna esacerbata da differenze, etniche, linguistiche e religiose.

Vogliono un territorio (chiamarlo stato non ha senso) con una massa di individui in lotta e gruppi sociali violentemente discriminati e non integrabili che pietirà sicurezza al padrone. Questo è quel che vogliono. Per esempi concreti guardate alla “pacifica e paritaria” convivenza negli USA e tenete presente che è il risultato di un lavoro lungo due secoli e mezzo, iniziato con lo sterminio dei nativi, non di 30 o 70 anni, eppure…

mortiUSA

Quindi? Quindi è il momento che i popoli si difendano dall’invasione/deportazione, e combattano le elite globaliste. Il nemico non è l’extracomunitario, il nemico comune suo e nostro sono le elite. Per questo l’elite farà di tutto per tenerci contrapposti.

Se le sconfiggessimo “l’extracomunitario” potrebbe starsene in pace, vivere a casa sua la sua vita e la sua cultura, venire qui da turista a divertirsi (impensabile? non è che sei un po’ razzista?) e, se gli va, decidere di restare, perché no? Lo stesso vale per noi. Ma le elite li affamano, li depredano e li indottrinano allo scopo di farli venire qui carichi di risentimento in quantità tali da non essere integrabili e nemmeno, auspicano, sopportabili, in modo da ottenere una nostra richiesta di sicurezza, che permetta di schiacciare i nuovi venuti ma tenerli lì sempre pronti a “sbranarci”. Con una mano guidano loro e con l’altra noi, gli uni contro gli altri, odio indotto, ma odio vero. Colonia è un mirabile esempio, ma la violenza e la reazione sono verissime! Non è che gli stupri di Colonia sono una PsyOps?

Ai nuovi venuti verrà permesso di parlare e insegnare la loro lingua, fateci caso sono in tanti a parlare Francese, è una delle lingue ufficiali dell’ europa, l’italiano NO. Come negare un simile ovvio diritto? O magari l’inglese, comunque si farà in modo di preferire sempre una lingua “altra” rispetto a quella del paese che li ospita, fra 20 anni con il loro tasso di natalità ed il nostro tasso di mortalità gli Italiani scopriranno di essere ospiti in Italia. E più vorranno dirsi italiani più i nuovi venuti si diranno europei…

Cosa c’è di male? Oh niente…solo che questo si farà sulle sofferenze nostre, dei nostri genitori e figli, dei “migranti” e dei loro figli, e solo a vantaggio delle elite. Cosa c’è di buono?

In queste righe c’è la vita disperata di tre generazioni, piegate umiliate e distrutte senza nemmeno la possibilità di disertare una guerra, senza scelta, senza coraggio, senza valore né dignità e non per creare un mondo migliore, ma la peggiore dittatura della storia dell’umanità, né più né meno.

Concludo con un’osservazione: non puoi essere un guerriero masai a Potenza, o un ragioniere Rossi nel Fezzan, non ci può essere il primitivo di Manduria nello Yucatan, né durian freschi a Bassano del Grappa, non possono esistere, al più possono passarci. Ma potete prendere una cosa, la stessa da tutte le parti, chiamarla come vi pare e dire che vivete in una società multietnica e multiculturale se vi fa piacere. Se lo credete bevete cocacola nel bicchiere del Cognac, e andate a gustarvi la Polenta e osei al McDonald, io mangerò la vera pizza napoletana a Mogadiscio con mozzarella di gnu, potremmo farlo ovunque nel mondo, questa è una società multiculturale globale e cambia poco se sto a Napoli o a Samarcanda.

Tutte le differenze contemporaneamente in tutti i punti fanno omogeneità e l’omogeneità è morte.

Non mi credete? Prendete tutti i colori, applicateli tutti su un singolo punto, fate lo stesso per tutti i punti di una tela, non avrete un quadro di tutti i colori, ma una tela bianca omogenea, la morte. Questo è inevitabile, come la morte entropica dell’ universo, sia chiaro, ma è inevitabile in un arco temporale ben diverso da quello che vogliono imporci le elite, e la velocità maggiore sarà pagata con sangue e sofferenza,nostri.

Tiziano De Simone.

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