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Basilea 3, i banchieri si fanno le regole da sé, noi subiamo.

Sede della Banca dei Regolamenti internazionali di Basilea, una delle sedi del potere vero.
Sede della Banca dei Regolamenti internazionali di Basilea, una delle sedi del potere vero.

Con la dizione di Basilea 3 si indica una complessa regolamentazione che si è andata approvando nel corso del 2010 ed è incentrata sul rafforzamento patrimoniale minimo, diciamo pure necessario, delle banche. Basilea 3 è venuta a maturare come soluzione per raggiungere una maggiore stabilità del sistema bancario nelle attuali condizioni di crisi dei mercati, e segue e si aggiunge alla regolamentazione detta di Basilea 2.

Basilea 2 era entrata in vigore nel gennaio del 2007, ed era stata costruita su tre pilastri: quello dei requisiti patrimoniali; quello del controllo delle autorità di vigilanza ed infine quello della disciplina di mercato e trasparenza.

Vogliamo qui sostenere che Basilea 3, per l’impianto che le è stato dato, provocherà un progressivo e grave soffocamento del sistema del credito che è l’elemento essenziale per una doverosa ripresa dello sviluppo economico dalle attuali condizioni di crisi e della attuale grave recessione. Continua la lettura di Basilea 3, i banchieri si fanno le regole da sé, noi subiamo.

Come Bankitalia aumenta il suo potere di controllo.

banche nel mezzoLa finalità dell’ Articolo 12 del D.L. 6 dicembre 2011 n.201 Decreto “Salva Italia” che ha ridotto l’utilizzo del contante a € 1.000 sarebbe quella di ridurre il rischio dell’utilizzo del contante a scopo di riciclaggio e di finanziamenti al terrorismo da un lato e dall’altro rendere più tracciabili i flussi finanziari riducendo il rischio di evasione fiscale.

La disposizione vieta il trasferimento del denaro contante, di libretti di deposito e di titoli al portatore tra soggetti diversi, a qualunque titolo per importi pari o superiori 1.000 euro, inoltre gli eventuali assegni per un importo superiore devono essere non trasferibili, possono essere unicamente girati dal firmatario per l’incasso ad una Banca od alle Poste, non essendo possibile girarli a terzi.

Il D.L. recepisce due direttive della Ue in materia. Su esso è intervenuta prima la Circolare del Ministero delle finanze, dipartimento del Tesoro in data 4 novembre 2011 ed in particolare la circolare ABI dell’11 gennaio 2012 che ha precisato che il limite del denaro contante non può trovare applicazione per le operazioni di versamento e prelievo sui conti correnti e libretti di deposito in quanto manca il presupposto fondamentale affinché si configuri un’ipotesi di violazione ossia il trasferimento del contante.

Siamo proprio sicuri che si tratti di un meccanismo per combattere l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco? Ragioniamoci su.

L’attuale governatore della Bce, Mario Draghi, all’epoca governatore di BANKITALIA, appoggiò fortemente tale decreto. Sorge il dubbio che forse le banche vogliono tenere il controllo di tutti i transiti di valuta, scoraggiare e limitare l’uso del contante così da vincolare sempre di più gli stati e far crescere il cosiddetto signoraggio secondario e lucrare sul tutto.

Inoltre, l’imposizione di assegni non trasferibili ha frenato ancor di più l’economia perché non hanno permesso più le girate tra imprenditori i quali, attraverso questo meccanismo, potevano concedersi una sorta di fido l’un l’altro senza dover pagare subito utilizzando per forza le banche.

Davvero per combattere l’evasione si deve ostacolare lo scambio di contante? Non basterebbe invece, ad esempio, una verifica al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) sulle auto di lusso o una verifica sulle bollette energetiche? Come fai ad avere un’ auto di 100.000 euro se hai un reddito basso o nullo? O evadi o sei un prestanome. Come fa la tua azienda a consumare xmila euro per energia se incassa meno di quanto consuma? Sono solo esempi, se solo si volesse

Occorre mettere mano a una nuova legge bancaria e superare l’accordo di basilea 3(a breve un articolo specifico) che sta distruggendo l’ economia reale e la nostra forza lavoro.

Roberto Ionta

Tiziano De Simone

Cosa sono il FISCAL COMPACT e il MES?

MES

Continuiamo ad esplorare i meccanismi di controllo economico su cui si costruirà il nostro futuro…

Nel silenzio più assoluto sono stati ratificati dall’Italia,nel Luglio del 2012, i trattati sottoscritti dai paesi dell’ Unione Europea noti come patto di bilancio,Fiscal Compact, e Meccanismo Europeo di Stabilità,MES.

 Ma cosa sono il Fiscal Compact e il MES?

 Anzitutto dobbiamo precisare che essi sono stati preceduti dalla necessaria modifica alla Costituzione agli artt. 81, 97, 117 e 119 affinché potessero entrare a far parte del nostro ordinamento, modifica anch’essa avvenuta nel silenzio più assoluto nel mese di Maggio del 2012.

 Con queste modifiche alla Costituzione si introduce la “regola d’oro” del pareggio in bilancio (Fiscal Compact) tra entrate e spese a livello statale, regionale, provinciale, comunale e città metropolitane.

 Per raggiungere questo pareggio in bilancio occorrerà rientrare del 60% del debito pubblico dall’attuale 120% rispetto al PIL in venti anni con una manovra di circa 50 miliardi di euro l’anno che potrebbero derivare da altre tasse e da ulteriori tagli (alle pensioni, sanità, welfare).

 In caso di mancato raggiungimento di tale risultato potrebbe, anche, essere necessario vendere, anzi svendere, le grandi aziende italiane quali Enel, Finmeccanica,Eni, FS, Poste Italiane.

 Anche col trattato istitutivo del MES (fondo salva stati) introdotto con la modifica dell’art. 136 del Trattato di funzionamento della Unione Europea cui l’Italia ha aderito,col 18% ossia oltre 125 miliardi di euro, si dovrà versare una quota per i prossimi cinque anni di 25 miliardi per anno per assicurare la stabilità finanziaria dell’Eurozona con un fondo totale di 700 miliardi di euro che potrà essere aumentato ogni cinque anni a discrezione solo del MES.

 Tale fondo sarà gestito dal MES che avrà personalità e capacità giuridica e potrà acquistare e alienare beni mobili e/o immobili, contrattare, essere parte in procedimenti legali e entrare in accordi e/o protocolli necessari per garantire il suo status giuridico, i suoi privilegi e le immunità.

 Ha sede in Lussemburgo e godrà della immunità, insindacabilità e inviolabilità della sede e delle persone che ne fanno parte; la proprietà, il finanziamento e le attività del MES, ovunque si trovino e da chiunque posseduti, saranno esentati da perquisizione, requisizione, confisca, espropriazione o qualunque altra forma di sequestro, requisizione o preclusione del potere ipotecario, giudiziario, amministrativo o legislativo. Gli archivi del MES e tutti i documenti ad esso appartenuti sono inviolabili. Non pagherà le imposte dirette dei guadagni derivanti dalla gestione dello stesso fondo.

 In caso di necessità e per garantire la stabilità finanziaria dell’eurozona il MES può fornire aiuti finanziari a un membro che ne farà richiesta ma solo a condizione di una rigorosa politica economica, , cioè i soldi versati dall’ Italia al MES potranno essere prestati a noi stessi dal MES ma con gli interessi e solo a certe condizioni che assicurino la “stabilità finanziaria”.

 Con tali somme si potrebbero sicuramente finanziare la sanità o le pensioni invece vengono dirottate e utilizzate per garantire la “stabilità finanziaria” della Unione Europea al fine di rendere solvibili i titoli del debito pubblico emessi sul mercato e affinché altri ne possano essere immessi.

 Ciò che deve essere messo in evidenza è che non si tratta “solo” di versare queste quote (50 e 25 miliardi di euro) per i prossimi anni, rendendo sempre più gravoso reperirle attraverso una maggiore pressione fiscale e tagli, ma anche che con questi trattati si va a colpire la residua sovranità legislativa del nostro paese che dovrà armonizzare la propria politica economica e monetaria con quella della Unione e nell’interesse della sua stabilità finanziaria.

 L’Italia ha una (limitata) competenza legislativa concorrente con quella dell’Unione e DEVE coordinare la sua politica economica e occupazionale secondo le modalità previste dal trattato sul funzionamento della stessa Unione Europea, dove sta in questo la sovranità del popolo italiano? O greco? O spagnolo…