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Cosa sono il FISCAL COMPACT e il MES?

MES

Continuiamo ad esplorare i meccanismi di controllo economico su cui si costruirà il nostro futuro…

Nel silenzio più assoluto sono stati ratificati dall’Italia,nel Luglio del 2012, i trattati sottoscritti dai paesi dell’ Unione Europea noti come patto di bilancio,Fiscal Compact, e Meccanismo Europeo di Stabilità,MES.

 Ma cosa sono il Fiscal Compact e il MES?

 Anzitutto dobbiamo precisare che essi sono stati preceduti dalla necessaria modifica alla Costituzione agli artt. 81, 97, 117 e 119 affinché potessero entrare a far parte del nostro ordinamento, modifica anch’essa avvenuta nel silenzio più assoluto nel mese di Maggio del 2012.

 Con queste modifiche alla Costituzione si introduce la “regola d’oro” del pareggio in bilancio (Fiscal Compact) tra entrate e spese a livello statale, regionale, provinciale, comunale e città metropolitane.

 Per raggiungere questo pareggio in bilancio occorrerà rientrare del 60% del debito pubblico dall’attuale 120% rispetto al PIL in venti anni con una manovra di circa 50 miliardi di euro l’anno che potrebbero derivare da altre tasse e da ulteriori tagli (alle pensioni, sanità, welfare).

 In caso di mancato raggiungimento di tale risultato potrebbe, anche, essere necessario vendere, anzi svendere, le grandi aziende italiane quali Enel, Finmeccanica,Eni, FS, Poste Italiane.

 Anche col trattato istitutivo del MES (fondo salva stati) introdotto con la modifica dell’art. 136 del Trattato di funzionamento della Unione Europea cui l’Italia ha aderito,col 18% ossia oltre 125 miliardi di euro, si dovrà versare una quota per i prossimi cinque anni di 25 miliardi per anno per assicurare la stabilità finanziaria dell’Eurozona con un fondo totale di 700 miliardi di euro che potrà essere aumentato ogni cinque anni a discrezione solo del MES.

 Tale fondo sarà gestito dal MES che avrà personalità e capacità giuridica e potrà acquistare e alienare beni mobili e/o immobili, contrattare, essere parte in procedimenti legali e entrare in accordi e/o protocolli necessari per garantire il suo status giuridico, i suoi privilegi e le immunità.

 Ha sede in Lussemburgo e godrà della immunità, insindacabilità e inviolabilità della sede e delle persone che ne fanno parte; la proprietà, il finanziamento e le attività del MES, ovunque si trovino e da chiunque posseduti, saranno esentati da perquisizione, requisizione, confisca, espropriazione o qualunque altra forma di sequestro, requisizione o preclusione del potere ipotecario, giudiziario, amministrativo o legislativo. Gli archivi del MES e tutti i documenti ad esso appartenuti sono inviolabili. Non pagherà le imposte dirette dei guadagni derivanti dalla gestione dello stesso fondo.

 In caso di necessità e per garantire la stabilità finanziaria dell’eurozona il MES può fornire aiuti finanziari a un membro che ne farà richiesta ma solo a condizione di una rigorosa politica economica, , cioè i soldi versati dall’ Italia al MES potranno essere prestati a noi stessi dal MES ma con gli interessi e solo a certe condizioni che assicurino la “stabilità finanziaria”.

 Con tali somme si potrebbero sicuramente finanziare la sanità o le pensioni invece vengono dirottate e utilizzate per garantire la “stabilità finanziaria” della Unione Europea al fine di rendere solvibili i titoli del debito pubblico emessi sul mercato e affinché altri ne possano essere immessi.

 Ciò che deve essere messo in evidenza è che non si tratta “solo” di versare queste quote (50 e 25 miliardi di euro) per i prossimi anni, rendendo sempre più gravoso reperirle attraverso una maggiore pressione fiscale e tagli, ma anche che con questi trattati si va a colpire la residua sovranità legislativa del nostro paese che dovrà armonizzare la propria politica economica e monetaria con quella della Unione e nell’interesse della sua stabilità finanziaria.

 L’Italia ha una (limitata) competenza legislativa concorrente con quella dell’Unione e DEVE coordinare la sua politica economica e occupazionale secondo le modalità previste dal trattato sul funzionamento della stessa Unione Europea, dove sta in questo la sovranità del popolo italiano? O greco? O spagnolo…

Two Pack: ecco un altro euromostro!

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Dal prossimo anno finanziario (2014) entrerà in vigore il Two Pack ( a questi link il testo completo 52011PC0821  52011PC0819) che va ad aggiungersi e a completare, come la ciliegina sulla torta europea, il six pack e il fiscal compact già approvati .

Cose è il Two Pack? E’ l’insieme di due regolamenti dell’Unione che saranno direttamente applicabili all’Italia. Il “punto forte” che fa del Two Pack un “passo in avanti fondamentale” nell’integrazione sempre più stretta dei 17 Paesi dell’area euro (cioè di chi ha adottato, purtroppo, l’euro come propria moneta) rimane confermato: la Commissione europea, a partire dal 2014, avrà il potere di veto sui bilanci nazionali dei 17 Paesi della moneta unica, laddove fino ad oggi poteva esprimere semplici “raccomandazioni”.

Con questo sistema non avremo più a “libertà” di poter comunque sforare dal rapporto deficit/Pil impostoci dall’Unione e incappare nella procedura d’infrazione ma saremo controllati all’origine con il veto della Commissione.

Il regolamento approvato a Strasburgo prevede che ogni anno, entro la fine di Ottobre, i governi dell’Eurozona devranno sottoporre alla supervisione di Bruxelles i propri bilanci per l’anno seguente. A quel punto ed alla luce dei conti presentati, la Commissione potrà decidere volta per volta di cancellare punti delle manovre finanziarie imponendo mutamenti anche radicali, in modo da “armonizzare” la politica economica dell’intera zona euro.

A rafforzamento di quanto stabilito, è prevista la possibilità di emanare sanzioni verso quegli Stati che non dovessero adeguarsi alle prescrizioni ricevute. Un potere di veto del tutto inedito nell’Unione europea, dove per la prima volta non sono i singoli Stati a poter fermare decisioni comunitarie ma è proprio un organismo sovranazionale a poter interferire e indirizzare la vita economica ma soprattutto sociale dei Paesi membri attraverso tagli ad esempio del welfare solo ed esclusivamente per permettere di ripagare e rendere sempre più appetibili i titoli del debito pubblico.

Dove arriveremo di questo passo con questa Europa che non finisce mai di sorprenderci (in negativo) e che ci rende sempre più €uroschiavi?

Roberto Ionta,Tiziano De Simone

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8 News 22/11/11 – Ultimatum UE, Sodano: “Fatta la nostra parte”

L’Assessore all’Ambiente e Vice Sindaco del Comune di Napoli, Tommaso Sodano, fa chiarezza sulla possibile multa dall’Unione Europea per il mancato piano rifiuti valido per risolvere l’emergenza: “Le sanzioni non scattano tra tre giorni e gli incontri previsti sono slittati di 15 giorni a causa del cambio di Governo. Noi come Comune di Napoli abbiamo rispettato i 3 punti che Continua la lettura di 8 News 22/11/11 – Ultimatum UE, Sodano: “Fatta la nostra parte”